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Benessere Italia Better Life Index

Le grandi organizzazioni internazionali hanno deciso che misurare la qualità della vita nei diversi paesi del mondo basandosi prevalentemente su criteri di natura economica non restituisce una fotografia realistica e non consente adeguati confronti tra luoghi diversi del pianeta.

Anche l’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che include 34 paesi considerati tra le economie più ricche più Brasile e Russia ha intrapreso negli ultimi anni questo percorso proponendo l’elaborazione del Better Life Index, coinvolgendo addirittura direttamente i cittadini nella Better Life initiative. E qualche giorno fa ha pubblicato un focus sull’Italia che misura lo stato di benessere e salute del nostro Paese.

Il Better Life Index prende in considerazione 11 criteri diversi, selezionati come dimensioni essenziali del benessere, inteso sia in senso materiale (abitazione, reddito e lavoro) che di qualità della vita (relazioni sociali, istruzione, ambiente, governance, salute, soddisfazione personale, sicurezza, rapporto tra vita privata e lavoro).

Rappresentato figurativamente da un petalo colorato di un fiore, ogni criterio a sua volta è composto da indicatori specifici. Per esempio, per misurare la dimensione del lavoro vengono utilizzati indicatori relativi al tasso di occupazione, a quello di disoccupazione di lunga durata, al reddito da lavoro dipendente ed alla garanzia del posto di lavoro.

Presentando la situazione italiana il segretario generale dell’OCSE Angel Gurrìa ha spiegato che il nostro Paese si posiziona al di sopra della media dei 34 paesi OCSE per quanto riguarda l’equilibrio vita-lavoro, il reddito medio, la salute e le relazioni sociali.

Siamo invece ben al di sotto sotto il profilo dell’istruzione, la soddisfazione personale, l’abitazione, la cura dell’ambiente e anche l’impegno civico.

I dati relativi al 2015 dimostrano come l’Italia abbia subito negli anni una riduzione costante del reddito familiare, un declino tra i più sensibili tra i paesi OCSE, aggravato dall’aumento del tasso di disoccupazione e dal peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro. L’insieme delle condizioni di crisi avrebbe avuto un impatto notevole soprattutto sulla percezione della soddisfazione personale: se nel 2007 il 58% degli italiani si dichiarava soddisfatto, nel 2013 questa percentuale è scesa al 40.

Interessante guardare la situazione a confronto di alcune regioni italiane. La valutazione del benessere in ciascuna regione è stata effettuata sulla base di nove principali indicatori, il punteggio relativo di ciascun indicatore è effettuato in una scala da 0 a 10, punteggi più alti indicano migliori performances degli indicatori. Il confronto tra regioni appare auto-esplicativo e potrebbe fornire utili indicazioni sulle politiche pubbliche da attuare a livello regionale.

Lombardia

Benessere Italia Lombardia

Regioni con un analogo stato del benessere: Alsazia (Francia); Regione del Gangwon (Korea); Carinzia (Austria); Aragona (Spagna).

Lazio

Benessere Italia Lazio

Regioni con un analogo stato del benessere: Alta Normandia (Francia); Madrid (Spagna); Svezia del Sud (Svezia); Tirolo (Austria).

Campania

Benessere Italia Campania

Regioni con un analogo stato del benessere: Isole dell’Egeo e Creta (Grecia); Andalusia (Spagna); Ankara (Turchia); Nord Pas de Calais (Francia).

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