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La Primavera, opera attribuita a Sandro Botticelli e conservata nella Galleria degli Uffizi a Firenze. Secondo i dati 2011 Eurostat, l'Italia è all'ultimo posto in Europa per spesa pubblica destinata alla cultura.

L’Italia è all’ultimo posto per quanto riguarda la spesa pubblica destinata alla cultura, ed è al penultimo per le spese riguardanti l’istruzione. Sono dati sconcertanti quelli che emergono da una ricerca pubblicata da Eurostat, che ha confrontato la spesa pubblica nel 2011 tra i vari Stati dell’Unione Europea.

La spesa per sanità e protezione sociale in Europa è salita dal 25% del 2002 al 26,9% del 2011; nello stesso periodo in Italia è passata dal 23,9% al 29,9%, attestandosi pertanto su valori superiori alla media europea.

Dallo studio effettuato è stato evidenziato come in Italia vi sia la più alta percentuale di spesa per i servizi pubblici generali, tra i quali figurano gli interessi di debito, con il 17,3% rispetto al 13,5% medio dell’Ue a 27, dietro solo a Grecia (24,6%), Cipro (24,1%) e Ungheria (17,5%).  Situazione che appare insostenibile che si pensa che il nostro Paese è posto, come è stato anticipato prima, all’ultimo posto della classifica per quanto riguarda le spese pubbliche destinate alla cultura (1,1% a fronte del 2,2% dell’Ue a 27), e al penultimo posto, seguita soltanto dalla Grecia, per le spese nei confronti dell’istruzione (l’8,5% a fronte del 10,9% dell’Ue a 27).

Analizzando queste percentuali l’Istat sottolinea come la spesa dell’Italia per l’istruzione in percentuale sul PIL è diminuita, passando dal 4,4% del 2010 al 4,2% nel 2011. Quella per la cultura, invece, si è quasi dimezzata passando dallo 0,8% del 2010 allo 0,5% del 2011. Non a caso nell’ambito della cultura l’Italia con il suo 1,1% di spesa pubblica dedicata, viene abbondantemente superata dalla Grecia (1,2%) e da tutti gli altri Paesi dell’Ue a 27 (Germania 1,8%, Francia 2,5%, Regno Unito 2,1%).

Dati che devono costituire uno stimolo a invertire la rotta secondo il Miur, che ha voluto replicare con queste parole:

[quote align=”center” color=”#999999″]Sarebbe più opportuno, e forse più indicativo, calcolare la percentuale di risorse investite nella scuola e nell’università al netto della spesa per gli interessi sul debito che, come emerge dallo stesso rapporto Eurostat, per l’Italia e’ di gran lunga superiore alla media Ue. Se escludessimo dal calcolo, quindi, gli interessi sul debito la percentuale salirebbe di quasi un punto percentuale, superando ampiamente il 9%, poco al di sotto della media.[/quote]

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