A guardare le nuove professioni che popolano il settore alimentare sembrerebbe che questo sia molto attivo nell’adozione del digitale: food blogger,  testimonial che vengono dal mondo della ristorazione,  food influencer affollano di post i principali social network e anche i dati aggregati di una recente ricerca sulla “comunicazione food” confermano che in quasi il 68% delle aziende del settore con fatturato superiore ai 10 miliardi adottano strategie di digitalizzazione.

Allo stesso tempo, però, stando allo stesso studio, oltre il 26% delle aziende del comparto destina meno dell’1% del proprio budget di comunicazione alla “comunicazione digitale” e più di un’azienda su due non destinerebbe a queste spese più del 3% del proprio budget a disposizione.

E con quale scopo le aziende dell’alimentare italiano investono nella comunicazione digitale? Gli obiettivi dichiarati dalla maggior parte delle imprese ascoltate sono: brand reputation e brand awareness , seguiti solo a distanza dall’engagement dei consumatori.

Le aziende italiane del food, insomma, sembrano farsi forti della storia e della tradizione che possono vantare, ed appaiono quindi più preoccupate di mantenere – anche sul web – il proprio buon nome che di creare advocacy – trasformare in ambasciatori del brand i loro follower – e di attivare modalità di social listening.

Infine, al contrario di ciò che potrebbe apparire, solo poco più di un’azienda su quattro investe in influencer marketing e video marketing che, pure, ben si adatterebbero alla natura specifica dei loro prodotti.

Insomma, attraverso le ricerche condotte, sembra chiaro che la comunicazione digitale nelle aziende italiane del food si trova ad uno stadio molto meno sviluppato di ciò che potrebbe apparire a prima vista.

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