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L'OCSE ha pubblicato l’International Migration Outlook 2012

Ho il piacere di presentare l’edizione 2012 dell’ International Migration Outlook”, così Angel Gurrìa, Segretario Generale dell’OCSE, alla presentazione dello studio frutto della cooperazione tra Commissione Europea e OCSE, che affronta la questione dei flussi migratori in un contesto di crisi senza precedenti, caratterizzato da bassa crescita, elevata disoccupazione, invecchiamento della forza lavoro ed evoluzione degli equilibri geo-economici a favore delle economie emergenti.

Se nel 2010 i flussi migratori sono diminuiti per il terzo anno consecutivo, nel 2011 hanno ripreso ad aumentare. Vista l’attuale debolezza delle economie di alcuni paesi OCSE, non è certo che la tendenza sia confermata nel 2012. Più che le politiche restrittive dei singoli Stati, infatti, ciò che emerge dallo studio è che i flussi migratori siano influenzati principalmente dalla domanda di lavoro, come ha sottolineato Gurrìa presentando il rapporto a Bruxelles, con il commissario europeo per l’Occupazione e gli Affari sociali László Andor e il commissario europeo per gli Affari interni Cecilia Malmström:

Il mercato del lavoro e dei flussi migratori sono strettamente collegati. La diminuzione della domanda di lavoro ha determinato il calo di migrazione durante la crisi, non restrizioni imposte da politiche migratorie.

Angel Gurrìa

La crisi economica ha colpito più duramente gli immigrati rispetto ai nativi dei paesi: se per questi ultimi l’indice di disoccupazione è aumentato mediamente del 2.5%, per gli immigrati l’incremento è stato del 4%. A pagare la crisi soprattutto i giovani e le persone meno qualificate, i cosiddetti NEET’s, Not in Employment, Education or Training.

Gurrìa, ricordando che l’integrazione dei figli degli immigrati è decisiva per la successiva integrazione nel mercato del lavoro, cita la conoscenza della lingua del paese ospitante e il fatto che questa sia parlata nelle case come fattori chiave per il successo scolastico, il quale è alla base del processo di qualificazione del lavoro:

I paesi dovrebbero prestare maggiore attenzione alle esigenze a lungo termine del mercato del lavoro, dovrebbero concentrarsi sulle competenze e mettere a punto politiche per l’integrazione dei migranti, in particolare dei giovani, le cui competenze saranno necessarie con la ripresa dell’economia globale.

Angel Gurrìa

Cina e India fanno storia a sé. Due dati fanno riflette: il 10% del totale dei migranti in area OCSE proviene dalla Cina; il 25% degli studenti internazionali nei paesi OCSE sono originari di Cina o India.

Fonte: http://www.oecd.org

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