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Dal 2007 al 2012 il PIL del Sud Italia è diminuito del 10%, la crisi ha provocato disoccupazione e decrescita dei redditi.

Negli ultimi cinque anni, dal 2007 al 2012, il prodotto interno lordo in Italia è sceso a ritmi doppi nelle Regioni del Mezzogiorno con un pesante -10% rispetto al -5,7% delle Regioni del Centro Italia rilevato nello stesso periodo. La crisi ha quindi lasciato maggiormente il segno al Sud dove a partire dal 2007 c’è stata una perdita di posti di lavoro pari al 60% del totale nazionale, con la diretta conseguenza che i redditi si sono abbassati così tanto da essere ora inferiori a quelli dei cittadini che vivono in Grecia.

E’ questo il quadro allarmante che emerge da un Rapporto del Censis, che nella sostanza certifica il forte inasprimento in Italia delle differenze territoriali che pesano poi al Sud sia sulla qualità dell’istruzione, sia su quella che è l’offerta dal Servizio Sanitario Nazionale.

E se da un lato nel nostro Paese i migliori studenti, terminata l’Università, spesso vanno all’estero, dall’altro si registra anche una forte migrazione di laureati al Sud che si spostano poi al Nord per lavorare. Questo succede al 23,7% degli studenti delle Regioni meridionali dopo aver concluso il percorso di studi rispetto invece a solo il 2% degli studenti del Nord e del Centro che per lavorare si spostano al Sud.

Ne consegue che trovare lavoro al Sud è sempre più difficile, e non a caso nel Mezzogiorno la disoccupazione tra le giovani donne è al 40%. E complessivamente al Sud il 10% dei laureati non trova lavoro rispetto invece ad un dato a livello nazionale del 6,7% che indica di conseguenza come le migliori opportunità di trovare lavoro siano sempre di più in Italia concentrate al Centro-Nord.

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