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Da Confindustria, R&S di Mediobanca e Unioncamere un'indagine partita nel 2009 sulle Medie Imprese Europee.

E’ stato presentato il secondo Rapporto sulle Medie Imprese in Europa, nel quadro dell’indagine a lungo termine avviata nell’ottobre del 2009 da Confindustria, R&S di Mediobanca e Unioncamere.

Lo studio sistematico delle dinamiche delle medie imprese in Italia è iniziato oltre 10 anni fa da una iniziativa di Mediobanca e Unioncamere, e si integra in modo naturale nel progetto di studio della media impresa in Europa. Il primo rapporto trattava delle medie imprese italiane, tedesche e spagnole. In questo secondo rapporto sono state inserite anche le medie imprese francesi ed è previsto un eventuale allargamento anche alle imprese di altre Nazioni nelle indagini future. Al momento, il rapporto consta di 4 distinte sezioni, una per ciascun paese oggetto di analisi.

Basata principalmente sulle analisi di bilancio corredate da informazioni complementari, l’indagine ha come scopo quello di analizzare le dinamiche economiche e finanziarie delle medie imprese, che vengono definite secondo i criteri già adottati dalla indagine italiana.

Viene analizzata la distribuzione territoriale delle medie imprese, che risultano essere in Francia principalmente situate nel Nord-Est, con un 22% di  presenze, e nel Nord-Ovest, con un 25%. In Germania si ha una maggiore concentrazione nel Sud e nell’Ovest del paese, entrambe le zone con un 37% di densità, mentre nella parte Est si ha una presenza ridotta di medie imprese, con un 14%. In Spagna, Nord ed il Nord-Est fanno rilevare una presenza del 42%. In Italia la densità è  per il Nord-Ovest del 40%, per il Nord-Est del 38%.

In tutti i paesi oggetto di indagine, le medie imprese tendono quindi ad insediarsi principalmente nelle zone economicamente più evolute, zone che in Francia, Italia e Spagna si contraddistinguono anche per la esistenza di aree distrettuali ben definite in cui si concentra la maggior parte delle imprese, fenomeno che non si rileva invece in Germania.

I settori produttivi, considerando il fatturato, si allineano in modo diverso nelle diverse nazioni. I settori in cui vengono suddivise le imprese per lo studio sono: Alimentare, Meccanico, Beni per la persona e per la casa, Chimico e Farmaceutico, Metallurgico, Carta e Stampa ed Altri.

In Francia, il comparto alimentare è quello che produce il maggior fatturato (30,2%), seguito dal settore meccanico (29,2%) e dal chimico e farmaceutico (16,4%).

In Germania, il settore che incide maggiormente sul fatturato è il settore meccanico (45,3%), seguito a grande distanza dai settori alimentare (14,9%) e chimico e farmaceutico (14,6%).

In Italia il settore meccanico (31,4%) è seguito dal settore alimentare (21,4%) e dal settore dei beni per le persone e per la casa (21,3%).

In Spagna la percentuale più alta di fatturato proviene dal settore alimentare (31,3%), cui seguono il settore meccanico (25,9%) e il settore chimico e farmaceutico(16,5%).

A livello finanziario la media impresa mostra una struttura solida: in Germania il 76% delle aziende sono investment grade, lo sono per il 69% in Spagna ed in Francia, per il 57% in Italia.

L’alta percentuale di medie imprese investment grade  è frutto di una maggiore capacità di resistenza alla crisi, data dalla presenza di immobilizzi e di attivi correnti netti che sono mediamente superiori ai debiti, tipicamente a breve termine, il che garantisce una stabilità ed una capacità reattiva della media impresa superiore a quella delle grandi aziende

Il trattamento fiscale presenta uno squilibrio a sfavore dell’Italia: a fronte di una tassazione del 24% circa in Spagna e in Francia, del 27% in Germania, abbiamo infatti un 38% in Italia.

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