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L'Italia uno dei Paesi più afflitti dal problema dello spam a mezzo posta elettronica. L'immagine mostra la distribuzione tra i diversi Paesi dei rilevamenti di email infette tramite antivirus.

Lo spam, ovverosia la mole di messaggi di posta elettronica indesiderati, sta crescendo in media del 71%. Nello scorso mese di febbraio rispetto al gennaio del 2013 c’è stata una crescita dello spam del 13%. L’Italia è stato uno dei Paesi più colpiti da questo fenomeno;  sono, infatti,  cresciute dal 9,4% al 14,4%  le attivazioni dell’antivirus in merito alla posta elettronica presente nelle caselle degli utenti.

Questo è quanto è emerso dal Rapporto di febbraio del 2013 a cura di Kaspersky Lab che ha tra l’altro sottolineato come le campagne di spam nocivo siano in prevalenza pianificate dai criminali informatici con l’intento di sfruttare in maniera illecita il nome di banche ed organizzazioni finanziarie.

Ma da dove parte lo spam? Nello scorso mese di febbraio del 2013 dalla Corea del Sud è arrivata la maggiore quota di spam indirizzato agli utenti europei con una crescita del 27,7% del volume di messaggi di posta elettronica indesiderati.

Considerando invece gli internauti di tutto il mondo, la maggiore quota di spam a febbraio del 2013 è partita dagli Stati Uniti con il 16,9%, la Cina è al secondo posto con il 14,4% e poi la Corea del Sud con il 13,7%. Seguono  l’India con il 6,3%, Taiwan con il 5,1% e l’Italia con il 4,8%.

I Paesi da cui è minore la partenza di spam sono l’Irlanda e la Colombia entrambe con lo 0,9% sul totale di messaggi di posta elettronica indesiderati che partono da tutto il mondo, che spesso intasano il Web, e che soprattutto fanno perdere tempo e denaro ai privati ed alle imprese.

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